Lo so che la versione corretta è “Cosa bisogna conoscere per insegnare il latino a Pierino?” con le due ovvie risposte. “Bisogna conoscere il latino”. “Bisogna conoscere Pierino”. Ma oggi bisogna essere corretti e offrire pari opportunità ai generi e, perché no, alle discipline scolastiche.
Si potrebbe avere anche questa variante “Cosa bisogna conoscere per curare la bronchite della signora Pina?” Ovvio, la bronchite. Ma anche la signora Pina: una vecchia diffidente, che guarda con sospetto il dottorino che non parla dialetto. Meglio buttare le medicine nel gabinetto e preparare un the di tiglio, con molto miele e un po’ di grappa. Meglio abbondante.
Mi sembra ci sia un consenso: certo si interviene sulla malattia, ma si cura il paziente. Certo si insegna la matematica, ma per educare la studentessa.
Se confronto le formazioni di un medico e di un docente di liceo questa convinzione vacilla. Il medico e il docente liceale hanno entrambi una formazione universitaria di sei anni. Si tratta dell’unica analogia. Il medico sceglie dall’inizio di fare il medico: tre anni di Bachelor, con il prevalere di contenuti scientifici, tre anni di Master di formazione clinica, a contatto con la persona malata. Il docente liceale sceglie di studiare letteratura, o matematica, o storia. Ottenuto il Master, se non è attratto da un dottorato o da altra professione sceglie di fare l’insegnante e segue l’abilitazione pedagogica di un anno: didattica della disciplina, scienze dell’educazione, pratica.
Riassumendo. Il medico studia sei anni, di cui tre clinici per conoscere oltre alla malattia anche la signora Pina. Il docente di liceo studia sei anni, di cui un anno di formazione didattica, con poco spazio per conoscere Pierina. Poi, per fortuna, alcuni sono stati capi scout, monitori di colonie, animatori sportivi. Certo, anche alcuni medici, nonostante la formazione, si concentrano solo sulla malattia e ignorano le particolarità della signora Pina.
“Cosa bisogna conoscere per curare la bronchite della signora Pina?”