Come al solito ero al bar non per bere il caffè, ma per leggere i giornali. Come al solito altri stavano tranquillamente leggendo.
Mi avvicinò un conoscente, maestro in pensione. “Deluso? Non fa niente, ci sono le solite cose, le guerre, il caldo. E poi i livelli nelle Scuole Medie. “Mi ricordo bene, io ero maestro di scuola maggiore, insegnavo italiano, storia e francese. Dopo i corsi di Pavia. Poi divenni professore alle Medie. Sempre italiano, storia e francese. Avevo tante ore e poche classi, conoscevo gli allievi. Anche le loro famiglie.” Ancora nessun giornale libero.
“Venivano gli esperti di materia. Tutti con dottorati e altro. Nessuno del professionale. All’inizio nessun problema. Poi quello di francese trovò che le mie conoscenze della cultura francese erano scarse. Così insegnai solo due materie. Meno ore per classe, più allieve e allievi. La presi male. Alla fine insegnavo solo italiano. Tante allieve e allievi, tanti consigli di classe, tante riunioni. Le famiglie le conoscevo durante le riunioni dei genitori. I genitori seduti nei banchi, scomodi, quasi a segnare chi comanda. L’orientamento lo facevano le note e i livelli.” “ Ecco, i livelli.
Sembra che Einstein abbia detto : “se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido “. I livelli, pensati come risposta alle attitudini personali – chi nuota e chi si arrampica – sono diventati criteri di qualità universali. Per fare il carpentiere meglio un apprendista con i livelli A. Ha le vertigini ? Gli piace il lavoro di squadra all’aria aperta? Domande inutili.” Avevo finito il caffè da un pezzo, ma ancora nessun giornale libero. “ Certo adesso i livelli, con la deformazione che se ne è fatta, non sono più difendibili. Bisogna per lo meno cambiargli nome. O utilizzare altre materie.” Comando un birrino, anzi due.
“ Vede la preoccupazione non è l’insegnamento ma i criteri per andare al liceo. Non per niente il Liceo è nella stessa Divisione della Scuola Media, separato dalle altre formazioni post-obbligatorie. Poi negano che la preoccupazione centrale sia fare della Media una propedeutica del Liceo! Quando non si sta attenti, si butta la discriminazione dalla finestra e rientra dalla porta. Una volta si andava al liceo con i livelli A e la media del 4,5. Poi c’erano troppi bocciati in prima liceo. Così si alzò la media a 4,65. Il sistema si adeguò rapidamente e le quote di iscrizione al liceo si stabilizzarono ai dati precedenti, con le differenze di sempre tra città e valli, figli di accademici o di operari .” Erano arrivati i birrini. “Salute !” “
Vede, toglieranno i livelli, o gli cambieranno nome, ma rimane il problema di fondo: la Media come propedeutica del liceo, la non accettazione del nostro sistema duale, con Università e Scuole universitarie professionali che offrono formazioni diverse. ma di ugual valore. Insegnare ai pesci a arrampicare , sperando che siano più felici , forse non è un buon metodo. Bisogna valorizzare anche il nuoto. Ma questo è un problema che non può affrontare la scuola, composta tutta da persone che sanno arrampicare” Era diventato libero un giornale .