Storie

26 Febbraio 2022

Quel che non è esplicitamente vietato è permesso


Anni ottanta.
Il primario di neurologia segnala all’Ufficio dell’educazione specializzata uno suo paziente. Due settimane prima dell’esame di maturità ha avuto un grave incidente. Lunghi ricoveri, riabilitazioni. Dopo un anno situazione stabilizzata: paraplegia, buon ricupero della capacità intellettive, ma fragilità e stanchezza.

Presento una proposta al suo liceo: preparare un programma di maturità, su due anni in modo da evitare situazioni di stress. Inizio graduale, incominciando con lezioni a domicilio. “Impossibile, non è previsto dal Regolamento”

Vado dal segretario del Dipartimento: “Nessun articolo lo vieta. Ti racconto una storia, poi tu la racconti al Collegio docenti del liceo e vediamo. Quando ero direttore di un ginnasio una allieva si è rotto una gamba. Ricovero in ospedale, lunga assenza, non può fare la prova finale di francese. La media annuale era insufficiente. A luglio organizzo una prova che supera. Una mamma la cui figlia aveva una nota finale insufficiente é venuta a reclamare ritenendo che avessi commesso un’ingiustizia, non avendo offerto una analoga possibilità di ricupero alla figlia. Le ho risposto “Non sia mai detto che la scuola pubblica commette ingiustizia, Lei va a casa, rompe la gamba a sua figlia e io le organizzo l’esame di ricupero” Racconta la storia e poi vediamo se è necessario cambiare il Regolamento.

Ho raccontato la storia e non è stato necessario cambiare Regolamento.

Nella nostra epoca di pandemia burocratica temo che un’accusa di abuso di autorità, con due anni di istruttoria, una blanda condanna di aliquote sospese sarebbe stata la fine della storia. E il giovane? Non centra, stiamo parlando di basi legali e non di persone.

Tutto quello che non è esplicitamente permesso, è proibito.


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