Mi devo ricredere e chiedo scusa se ho formulato considerazioni irriverenti sui gruppi di lavoro che le amministrazioni solertemente incaricano di trovare soluzioni a problemi, spesso ritenuti urgenti.
Nel 1975 appena assunto dall’allora DPE (ora DECS) come responsabile dell’educazione speciale venni chiamato a far parte di una Commissione o gruppo di lavoro per proporre una struttura psichiatrica per adolescenti. Ritenuta urgente. Molto.
Ci riunimmo varie volte, approfondimmo il tema, sentimmo esperti di fuori cantone.
Dopo un anno ebbi l’impressione di marciare sul posto: il verbale della prima riunione poteva riassumere bene le considerazioni dell’ennesima seduta.
Poi la commissione si dissolse. O continuò e io non me ne accorsi. Il minorenni con gravi disturbi psichici continuavano a essere accolti – si fa per dire – nelle strutture per adulti.
Leggo che il Gran Consiglio prossimamente sarà chiamato ad approvare un Messaggio per la costruzione di un Centro per l’accoglienza e la cura di giovani con disturbi psichici. Certo non si aprirà domani. Approvare il credito, aprire un concorso, assegnare un mandato, iniziare i lavori. Con i possibili referendum e ricorsi potremo sperare nel 2025
Sono convinto che sarà una buona soluzione, meditata durante 50 anni: importante è arrivare con una soluzione non improvvisata, avendo analizzato tutti gli aspetti. Quando c’è di mezzo la salute dei/delle nostre giovani non si può improvvisare.
Nel frattempo i/le quattordicenni in crisi psichica potranno sempre essere ben accolti nelle strutture per adulti.
Se poi nel 2025 non si sarà pronti si potrà sempre costituire un gruppo di lavoro.