Tra gli ospiti illustri dei seminari del Monte Verità ci fu Kurt Wütrich, professore del Poli di Zurigo, che non aveva dimenticato le sue origini di contadino dell’Oberland bernese.
Parlò delle sue ricerche sui prioni – nessuna idea cosa fossero – e si presentò alla conferenza mettendo sulla cattedra una vecchia pantofola di ginnastica. Con le stringhe rappresentò la struttura di quelle strane cose che stava studiando. Così nel 2002 vinse il premio Nobel. Non per le stringhe, ma perché nel frattempo era scoppiata la mucca pazza e i prioni spiegavano molte cose. Un problema: nel 2003 compiva 65 anni e doveva andare in pensione, la legge era chiara. Le università americane già gli facevano ponti d’oro. Così in quattro e quattr’otto, per i tempi amministrativi quasi due anni, nel gennaio 2004 venne modifica la Legge sui politecnici, inserendo nell’art 17 il punto 4: “In casi eccezionali debitamente motivati, il Consiglio dei Politecnici Federali può convenire con un professore che il suo impiego duri oltre il limite di età di cui all’articolo 21 della legge federale del 20 dicembre 194636 sull’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti”.
Ecco la crepa nel muro di cemento della legge: un articolo che preveda un organo che possa decidere su situazioni non previste e non prevedibili, senza applicare la legge.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. +41 (0)79 444 48 68