Avevo letto le ultime polemiche sui livelli, sul tedesco nella Scuola media. Ero triste perché mi pareva che non toccavano il nocciolo del problema: l’accento messo sulle discipline e non sul rapporto tra docente e studente, motore dell’apprendimento. Storia vecchia, troppi docenti, per poche ore la settimana. E quando va male si aggiungono altre figure di riferimento. Più dello stesso non ha mai risolto un problema. Per intenderci, brutalmente, se una sberla non fa effetto, neanche con due andrà meglio.
Prima di andare a letto mi ero messo a fare ordine tra le vecchie carte: un’impresa impossibile, ma che ogni tanto riserva sorprese. Trovai gli appunti del Gruppo di lavoro – o di studio? – del 1985, su una prima riforma della Scuola media unica. Mi ricordavo il luogo, l’Albergo delle Alpi e i colleghi, Sezione pedagogica, direttori e esperti di scuola media. Ci eravamo già incontrati altre volte, con professori universitari a cercare di capire la persona nel particolare periodo di sviluppo dell’adolescenza.
Poi toccava a noi, locali, per gli aspetti organizzativi. Negli appunti, scritta in grande emerge la domanda: “Con la Riforma, la mia materia avrà più o meno ore”?
Mi ricordo il tono imperioso e il silenzio imbarazzato. Altri stavano formulando la stessa domanda, per la loro materia. In gioco è il prestigio della disciplina e i posti di lavoro dei colleghi. Problemi evidentemente centrali. Metto da parte l’appunto domani vedrò come classarlo.
Mi addormento subito: nel sogno riappare l’Albergo delle Alpi: sono giovane, scendo le scale per andare a riunione senza bisogno di attaccarmi al corrimano, non ho gli apparecchi acustici e le calze elastiche che ti schiacciano i polpacci.
Incomincia una seduta, la prima senza esperti esterni. Si alza un collega: “Mi pare di aver capito che le nostre allieve e allievi hanno voglia di capire in che mondo vivono. Ma il mondo non si presenta separato in discipline. Il Gottardo è storia, ecologia, geografia, tecnica, rapporti di potere, economia. La mia domanda: come possiamo ripensare la nostra offerta in pochi blocchi significativi? Potrei avere 8 ore in una classe, vedrei gli allievi tutti giorni, potrei conoscerli. Potremmo fare dei progetti senza restare sempre in classe, seduti. Aiutarli a capire il mondo in cui vivono.”
Mi svegliai di colpo con un crampo alla gamba. Alzandomi di scatto feci cadere il foglio e apparve la domanda “Con la Riforma, la mia materia avrà più o meno ore”. Un crampo – non solo muscolare – ha imbavagliato lo sviluppo della scuola media.
“Il tedesco avrà più o meno ore?”
Mi riaddormentai, ma non sognai più.