Mi ero addormentato dopo aver letto l’ennesimo rapporto che dimostrava come un numero sempre maggiore di giovani non segue un percorso lineare di formazione. A vent’anni ci si trova in piena formazione secondaria, con ambizioni e competenze intatte per accedere a una formazione superiore. Ma ci sono i diplomi, le passerelle traballanti, le formalità. Al “sistema” piace giocare il Gioco dell’oca: se non hai seguito il percorso canonico ricominci da capo.
Nel sogno mi trovavo in un mondo un po’ confuso, ma molto vivace e promettente.
Accanto alle formazioni tradizionali, con il calendario scolastico e l’obbligo di frequenza, venivano accreditati modelli di apprendimento ritagliati sui bisogni della persona che impara. Sono adulti, il modello della formazione universitaria con la libertà di imparare con i propri ritmi accumulando crediti, era garantito anche a chi voleva accedere a una formazione terziaria. Crediti di valore internazionali, come gli ECTS universitari, evidentemente acronimo inglese European Credit Transfer System.
La cittadina o il cittadino che voleva raggiungere un obiettivo formativo aveva diritto a un credito formativo che poteva spendere in modo simbolico se trovava un corso pubblico (considerato gratuito) o finanziando un corso accreditato in Ticino o all’estero (a pagamento).
Il primato dell’apprendimento sull’insegnamento: la persona che impara sceglie i ritmi e i luoghi. Gli esami – i controlli delle conoscenze – sono conosciuti e definiti. Con sessioni diverse, dilazionate secondo i bisogni della persona che impara. Una persona per esempio continua a lavorare a tempo parziale e acquisisce competenze preziose e riconosciute.
Nel sogno il modello della libertà accademica valeva per tutte le giovani e i giovani maggiorenni. Maturi abbastanza per capire se per avere le competenze in tedesco è meglio frequentare le lezioni classiche di tedesco, o combinare uno stage professionale in Germania e superare da privatista il livello richiesto. Non solo le lingue, ma si erano organizzate analoghe modalità per le varie materie richieste dai criteri di ammissione alle formazioni superiori.
I mezzi finanziari erano messi a disposizione degli studenti che sceglievano il modo loro adeguato per l’apprendimento. Un po’ come la rivoluzione avvenuta con le persone disabili nel Canton Zurigo: diventano i titolari dei contributi economici per decidere la forma di vita che vogliono scegliere. Le proposte formative possono essere offerte da enti pubblici, organizzazioni non profit, aziende: il controllo è severo e con parametri internazionali. Lo stesso vale per la valutazione delle esperienze lavorative, necessarie per l’ammissione a corsi superiori con la valutazione del dossier.
Nel sogno non tutto era semplice: i difensori dell’ortodossia cercavano in tutti i modi di ostacolare questa evoluzione. Avevano già dovuto subire la perdita del latino – pensate, medici che non sanno il latino ! – e si trovavano le loro certezze messe in discussione da un diverso sistema organizzativo, addirittura ispirato dalla cura delle persone disabili!
Certo, non mancavano le contraddizioni, ma era un mondo bello, pieno di vita e novità.
Poi mi sono svegliato. Era, appunto, un sogno.