Si impara identificandosi con una persona di fiducia.
Si impara a camminare perché qualcuno ti tende le braccia.
Per identificarsi e creare fiducia ci vuole tempo e continuità.
Anche a scuola l’allieva/o si identifica nel docente, crede in quello che dice.
Siccome si insegna solo se si impara, anche il docente si identifica con l’allieva/o: ne vede i potenziali, crede che il bruco diventerà una farfalla.
La scuola, soprattutto negli ultimi anni della scuola dell’obbligo, orienta per le formazioni successive, le scuole professionali e liceali, il tirocinio, o altre esperienze formative.
L’adolescente si orienta in base a molti stimoli, in particolare identificandosi con una persona: un genitore, un amico, un docente, un personaggio…
Le persone – e perciò anche le allieve e gli allievi – sono diverse e complesse. Non si possono giudicare – e magari orientare – solo su un singolo aspetto, considerandolo significativo per aspirare a fare lo scienziato, il falegname, l’artista …..
Dalla nota di tedesco o dalla capacità di fare squadra o dalla precisione del lavoro si possono trarre importanti indizi. A condizione che non siano unici.
Rimane sempre la necessità di identificazione con persone autorevoli e significative. La scuola dell’obbligo non è propedeutica solo del liceo.
Sogno un ciclo di orientamento dove una parte dei docenti hanno una formazione universitaria, un’altra formazione e attività professionale.
Una parte dei docenti sono a tempo parziale. Il docente di scienze naturali è un contadino. Porta gli allievi nella sua fattoria e spiega le nuove tecniche di coltura. Si entusiasma a mostrare come possa ottenere ottimi prodotti con meno acqua e senza chimica. Processi complessi che poi a scuola traduce in concetti biologici. E poi si torna sui campi. E si scopre che fare il contadino, oggi, non richiede meno conoscenze che fare il biologo.
Una parte dei docenti sono a tempo pieno: insegnano molte ore nella stessa classe, hanno il tempo di conoscere gli allievi e di farsi conoscere. Insegnano più discipline e ricercano le potenzialità degli/delle allieve. Le fragilità emergono da sole, le potenzialità vanno cercate. Sulle potenzialità li aiutano a fare progetti.
Un sogno, appunto.